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Il rapporto COT mostra come gli hedge funds scommettano su un recupero a breve delle Sterlina 

La sterlina è salita a 1,2641 (+0,19%) contro il dollaro nella giornata di ieri (9:30 pm GMT), recuperando terreno dopo essere scesa, settimana scorsa, vicina ai minimi degli ultimi 20 mesi contro il biglietto verde.

Le trattative tra Regno Unito e Unione Europea sembrano di nuovo essere naufragate, dopo che il Primo Ministro Theresa May ha dovuto rinviare al 14 gennaio prossimo il tanto atteso voto da parte del Parlamento inglese sul suo piano Brexit concordato con l’Unione Europea a fine novembre, per evitare una ormai scontata bocciatura. Gli alti ufficiali europei hanno già dichiarato che non sono disposti a riaprire le trattative su un altro accordo, lasciando il Regno Unito in uno stato di incertezza, a pochi mesi ormai dall’uscita ufficiale dal blocco, con nessuno in grado di spiegare quale potrebbe essere una soluzione accettata da entrambe le parti.

La Banca d’Inghilterra, all’unanimità, ha mantenuto invariati i tassi di interesse durante il suo ultimo comitato di politica monetaria, dopo che il governatore Mark Carney è stato confermato alla guida della banca centrale fino alla fine del gennaio 2020, per attenuare qualsiasi potenziale ricaduta negativa della Brexit. Il governatore ha dichiarato che la banca centrale si sta preparando anche all’ipotesi di una “no deal” Brexit.

L’ultimo Rapporto COT sulla sterlina, pubblicato dal Chicago Mercantile Exchange riferito alle Posizioni Futures alla data dell’11 dicembre, mostra come i leveraged funds abbiano fortemente aumentato le loro posizioni lunghe sulla valuta britannica. Il COT riporta tutte le posizioni lunghe e corte per ogni categoria di investitori: dealers, gestori patrimoniali/istituzionali e fondi a leva. In particolare, i fondi a leva comprendono gli hedge fund, che rappresentano gli investitori più tattici e dinamici, caratterizzati da una maggiore flessibilità nel passare da posizioni lunghe a posizioni corte (e viceversa).

Secondo i dati COT riferiti all’ultima settimana di negoziazioni, i leveraged funds hanno fortemente aumentato a 53.926 unità le loro posizioni lunghe per contratti di 62.500 sterline (+8.228) e aumentato a 45.740 unità anche le loro posizioni corte (+2.640), con uno spread che è salito a 12.103 (+344), lasciando intendere come ritengano probabile un rafforzamento della sterlina nei confronti del dollaro nel breve termine.

I dealers hanno diminuito le loro posizioni lunghe di -1.389 unità, a 102.073 complessive e diminuito anche le loro posizioni corte di -828 unità a 30.460 complessive, con uno spread di 15.820 (+12.418).

Infine, gli asset manager/istituzionali hanno aumentato a 44.308 unità le loro posizioni lunghe (+538) e aumentato a 94.743 unità anche le posizioni corte (+3,303), con uno spread di 4.054 (+756).

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