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Il dollaro balza contro l'euro, dopo i negativi dati macro dell'eurozona

L'euro è sceso pesantemente contro il dollaro nella giornata di ieri, per effetto di una sequenza di dati negativi registrati dall'economia dell'eurozona e di dati positivi registrati da quella americana. Dopo aver aperto a 1,1295 contro il biglietto verde, la valuta unica ha cominciato a deprezzarsi man mano che la società d'indagine IHS Markit ha iniziato a pubblicare le ultime rilevazioni degli indici PMI per Francia, Germania ed Eurozona, rivelatesi, in molti casi, inferiori alle attese.

Ancora una volta, le cattive notizie per l'economia europea sono arrivate dagli indicatori manifatturieri, con quello della Francia calato al 49,6, dal precedente 49,6, mentre gli analisti si aspettavano un miglioramento a 50,0, quello della Germania salito al 44,5, dal precedente 44,1 ma al di sotto dell'atteso 45,0 e quello complessivo dell'Eurozona salito a 47,8 dal precedente 47,5, al di sotto dell'atteso 47,9. Con gli indici ancora al di sotto della soglia recessiva dei 50 punti e tutti al di sotto delle attese, gli analisti cominciano a credere che il rimbalzo dell'economia europea atteso per il secondo trimestre stenterà ad arrivare, rinviando quindi al secondo semestre dell'anno le speranze di crescita. Al contrario, gli Stati Uniti hanno visto crescere le loro vendite al dettaglio del +1,6% a Marzo, dal precedente -0,2% e molto più dell'atteso 0,9%. Anche le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione si sono rivelate inferiori alle attese, 192mila contro le 205mila attese e in diminuzione rispetto alle precedenti 197mila, segnalando la tenuta del mercato del lavoro.

A seguito di tutti questi dati, l'euro si è così deprezzato fino a quota 1,2227 contro il dollaro, lasciando sul campo il -0,58% e portando le perdite complessive dall'inizio dell'anno al -8,67%.

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